Civilmarket S.r.l. Impresa Sociale

Il Beneficio comune oltre il profitto

La Società ha lo scopo di realizzare un’esperienza di mercato civile, dove economia e giustizia, produttività e dignità del lavoro, nuove comunità virtuali e comunità territoriali, ricchi e poveri, incontrandosi, possono operare e lavorare insieme per il Bene Comune.

Bene Comune, impegni umanitari e sociali, integrazione e riduzione della povertà sono gli stessi obiettivi che Organizzazioni non governative e mondo no-profit pongono in primo piano nella loro attività e, per questo, vengono pienamente coinvolte nel progetto Acquisto Bene per Fare del Bene: La società intende raggiungere determinati obiettivi accanto ad Organizzazioni non Governativi ed enti no-profit che hanno gli strumenti per realizzarli sul territorio.

Condivisione

Civilmarket per sostenere gli scopi dell’EdC:
ridurre la miseria/esclusione, diffondere la cultura del dare e della comunione, e creare posti di lavoro.

Diffondere una nuova cultura economica

Civilmarket intende vivere e diffondere una nuova cultura economica e civile, dai bambini agli anziani, ispirandosi ai principi dell’Economia di Comunione (EdC) nella libertà e nei suoi valori

I fondatori Marco Mascellani, Marco Milazzo, Mariella Pentimalli e Roberto Oppio, hanno voluto che anche la loro impresa avesse “un’anima” e dei valori, dove l’utile e l’efficienza non fossero i soli obiettivi dell’economia; l’utile, infatti, va prodotto e gestito seguendo una linea di condotta ispirata alla “cultura del dare” propria delle realtà non profit

L’impegno continua nello sviluppo sostenibile che è la capacità dell’uomo di riuscire a vivere, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse per vivere e senza oltrepassare le loro capacità di assorbire gli scarti e i rifiuti dovuti alle nostre attività produttive.

L’Economia che include

Quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un “patto” per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani.

Francesco ha così denunciato che il capitalismo “continua a produrre gli scarti che poi vorrebbe curare”. “Il principale problema etico di questo capitalismo – ha ripreso – è la creazione di scarti per poi cercare di nasconderli o curarli per non farli più vedere. Una grave forma di povertà di una civiltà è non riuscire a vedere più i suoi poveri, che prima vengono scartati e poi nascosti”:

Gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi, per compensare parte del danno creato. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!.
[Papa Francesco]

“No a un’economia che uccide,
sì a quella che include”

PAPA FRANCESCO

Che cos’è l’Economia di Comunione

L’Economia di Comunione (EdC), fondata da Chiara Lubich nel maggio 1991 a San Paolo, coinvolge imprenditori, lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, cittadini, studiosi, operatori economici, tutti impegnati ai vari livelli a promuovere una prassi ed una cultura economica improntata alla comunione, alla gratuità ed alla reciprocità, proponendo e vivendo uno stile di vita alternativo a quello dominante nel sistema capitalistico.

Viviamo la nostra impresa come vocazione e servizio al bene comune e agli esclusi di ogni latitudine e contesto sociale.
Contribuire a che “tutti siano uno”

(Gv, 17,21).

www.edc-online.org

Gli imprenditori EdC da Papa Francesco

Il 4 Febbraio 2017 all’udienza con Papa Francesco che incontrava imprenditori e attori dell’Economia di Comunione.

“Il capitalismo conosce la filantropia, non la comunione. È semplice donare una parte dei profitti, senza abbracciare e toccare le persone che ricevono quelle ‘briciole’. Invece, anche solo cinque pani e due pesci possono sfamare le folle se sono la condivisione di tutta la nostra vita. Nella logica del Vangelo, se non si dona tutto non si dona mai abbastanza”.

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